626 Toolbox - Rischio Cancerogeno

626 Toolbox - Rischio Cancerogeno
(Valutazione del rischio dovuto all'esposizione ad agenti cancerogeni)

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Il modulo permette di effettuare la valutazione del rischio dovuto all'esposizione ad agenti cancerogeni ai sensi del D.Lgs. n. 81/08, Titolo IX, CAPO II, utilizzando un metodo semi-quantitativo a "matrice" basato su un concetto di stima delle probabilità dell’accadimento pericoloso legato alla possibile esposizione del lavoratore.

Il software è inoltre in grado di determinare (sempre in automatico) anche le relative misure di prevenzione da adottare.

 

Caratteristiche

626 Toolbox - Rischio Cancerogeno

 

 

 

 

 

 

 

626 Toolbox - Rischio Cancerogeno

Per agente cancerogeno si intende:

- una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione quali categorie cancerogene  stabilite ai sensi del D.Lgs. 52/97 in attuazione di corrispondenti Direttive Comunitarie;

- un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto precedente, quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie cancerogene 1 o 2 stabiliti ai sensi del D.Lgs. 52/97 e D.Lgs. 65/03

- una sostanza, un preparato o un processo di cui all’allegato XLII del D.Lgs. 81/08, nonché una sostanza od un preparato emessi durante un processo previsto all’allegato XLII del D.Lgs. 81/08

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Il software permette di effettuare la valutazione del rischio dovuto all'esposizione ad agenti cancerogeni ai sensi del D.Lgs. n. 81/08, Titolo IX, CAPO II, utilizzando un metodo semi-quantitativo a "matrice" basato su un concetto di stima delle probabilità dell’accadimento pericoloso legato alla possibile esposizione del lavoratore.

Nella matrice semi-quantitativa vengono inseriti due elementi:

P = la probabilità che si verifichi un evento dannoso

G = la gravità del danno che consegue all'evento qualora questo si verifichi

 

La gravità (G) del danno può essere individuata considerando le classificazioni cancerogene/mutagene associate all’agente specifico valutato.

Il valore che viene attribuito a G è quindi calcolato in base alle seguenti considerazioni:

  1. Si ottiene il valore massimo (G = 4) se la sostanza è cancerogena di tipo 1;
  2. Si ottiene il valore G = 3 se la categoria mutagena è pari a 1 e la categoria cancerogena è maggiore di 1, se  entrambe le categorie sono uguali a 2 oppure se la categoria cancerogena è pari a 2 e la sostanza non è mutagena;
  3. Si ottiene il valore G = 2 se la categoria mutagena è pari a 2 ma la sostanza non è cancerogena, oppure possiede una categoria di cancerogenicità maggiore di 2;
  4. Si ottiene il valore 1 in tutti gli altri casi.

 

A determinare la probabilità di contatto o inalazione concorrono numerosi fattori, che vengono analizzati singolarmente ed inseriti all’interno del software, dove:

C = Contaminazione presunta delle materie utilizzate (rischio intrinseco): il valore numerico, per un agente cancerogeno, è pari a G.

F = Caratteristiche ambientali, quantità e frequenza delle manipolazioni di campioni, procedure adottate (buone pratiche), utilizzo DPI, formazione.

Dalla relazione P x G scaturisce un valore R che esprime il livello di rischio presente.